Il pranzo

E’ uno dei momenti d’incontro che, sul piano dell’etichetta, è fra i più rigidi e formali (insieme ovviamente alla sempre formalissima cena).

Svolgendosi a metà giornata il pranzo è talvolta definito, dalle perone altolocate e da chi vanta frequentazioni internazionali, “colazione”.

La padrona di casa che desideri organizzare un pranzo dovrà curare personalmente il menù e fare attenzione a che non ci siano pietanze particolarmente elaborate. Il rischio è che siano belle all’apparenza ma un po’ pesanti da digerire per i commensali.

Affinché un pranzo sia ben riuscito, si avrà inoltre cura che, oltre all’allestimento delle posate e alla disposizione delle persone a tavola, anche la conversazione sia inappuntabile. Lo stesso vale, va da sé, per il personale di servizio (per chi può permetterselo): cosa niente affatto scontata, poiché spesso il personale, se non adeguatamente istruito, può rivelarsi fonte di grande imbarazzo. Naturalmente, svolgendosi il pranzo alla luce del giorno, è tassativamente vietato utilizzare sulla tavola qualsivoglia tipo di candela.

Un’ultima accortezza ma preziosa: ricordate che gli ospiti vanno tollerati fino al momento in cui non sono loro a volersene andare. Questi ultimi, dal canto loro, avranno il buon gusto di non andarsene subito dopo aver mangiato, come si trovassero al ristorante. Anche l’ospite, dunque, ha i suoi obblighi che sono, oltre a quelli di magnificare la cucina, anche quelli di sostenere adeguatamente la conversazione e, appunto, non “filarsela” appena rifocillato.

Comunque, se proprio la compagnia non è di vostro gradimento e non ne potete più, potete salutare e andarvene passata una mezz’oretta dopo che è stato servito il caffé.

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